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Costanzo Ciano



Autore principaleFarinacci, Roberto

TitoloCostanzo Ciano / Roberto Farinacci

PubblicazioneBologna : Cappelli, 1940

Descrizione fisica221 p., \9! c. di tav. : ill. ; 19 cm.

Numeri
· [CUBI] 224729
· [BNI] 1941 515

Nomi
· [Autore] Farinacci, Roberto

Lingua di pubblicazioneITALIANO

Paese di pubblicazioneITALIA

fascismo, benito mussolini, seconda guerra mondiale, ii guerra mondiale


..Descrizione..


Farinacci, Roberto Giornalista e politico (Isernia 1892-Vimercate, Milano, 1945). Figlio di un commissario di polizia, si era trasferito a Cremona a seguito degli spostamenti del padre. In gioventù fu un seguace di L. Bissolati e un organizzatore di contadini. Le sue posizioni si radicalizzarono con lo scoppio della Prima guerra mondiale, senza tuttavia rompere formalmente con il capo del socialismo riformista. Interventista, si arruolò alla fine del 1915, e fu congedato nel 1917 con il grado di caporale e la croce militare. Sansepolcrista, fondatore del fascio di combattimento di Cremona (1919; segretario del fascio dal 1919 al 1924 e dal 1925 al 1929), fu tra i più violenti dirigenti dello squadrismo. Sostenitore dell’ala «rivoluzionaria» del movimento, fondò (1922) e diresse il quotidiano Cremona nuova, poi Il regime fascista, e, deputato dal 1924, fu segretario del partito fascista dal febbr. 1925 al marzo 1926. Membro del Gran consiglio del fascismo dal 1935, il 25 luglio 1943 si schierò contro l’ordine del giorno Grandi, mantenendosi fedele agli alleati tedeschi e al duce. Dopo essersi rifugiato in Germania, rientrò in Italia e militò nella Repubblica sociale italiana. Fu giustiziato dai partigiani.

Ciano, Costanzo Ammiraglio e politico (Livorno 1876-Ponte a Moriano 1939). Uscito dall’accademia navale (1896), combatté nella guerra libica e, durante la Prima guerra mondiale, si distinse per la sua partecipazione ad alcune imprese particolarmente audaci, fra cui la «beffa di Buccari» (10-11 febbr. 1918) per la quale ottenne la medaglia d’oro. Nel 1919 fu candidato dell’Unione democratica, ma non venne eletto. Divenne deputato nel 1921, quando aveva già aderito al fascismo, e fu una delle personalità più in vista del regime. Sottosegretario alla Marina (1922), nel febbr. 1924 fu nominato ministro delle Poste e telegrafi, poi delle Comunicazioni, carica che tenne per dieci anni. Dal 1934 alla morte fu presidente della Camera.


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