Il pensiero di Antonio Banfi

Autore principalePapi, Fulvio
TitoloIl pensiero di Antonio Banfi / Fulvio Papi
PubblicazioneFirenze : Parenti, s. 1961
Descrizione fisicaXIII, 545 p. ; 24 cm
Collezione
Numeri
· [BNI] 616361
Nomi
Soggetti
Classificazione Dewey
· 195 (16.) FILOSOFIA ITALIANA
Lingua di pubblicazioneITALIANO
Paese di pubblicazioneITALIA



..Descrizione..

La monografia di Fulvio Papi, che di Banfi fu assistente all'Università di Milano, è il primo studio che ricostruisca geneticamente la filosofia di Banfi dall'interno del suo divenire, nei suoi rapporti teoretici con le correnti speculative contemporanee e in relazione alla storia culturale e politica italiana degli ultimi decenni. 

Fulvio Papi (Trieste, 16 agosto 1930) è un filosofo, politico, scrittore e giornalista italiano.
È stato direttore del quotidiano del Partito Socialista Italiano "Avanti!".
Studia a Milano, a Stresa sul Lago Maggiore negli anni della seconda guerra mondiale, poi di nuovo all'Università di Milano fino alla laurea nel 1953. Politicamente attivo nella corrente lombardiana del PSI, segue un percorso che lo vedrà varcare le porte del Parlamento[senza fonte] ed assumere la vice-direzione dell'Avanti!.[1] Nel 1963, sospettando un aumento del tenore affaristico nella politica - così come lui stesso dichiara in un'intervista del 1989 - abbandona bruscamente tutto e si dedica all'insegnamento universitario che lascerà solo nel 2000. È insignito nello stesso anno del titolo di Professore Emerito dall'Università di Pavia e dell'Ambrogino d'oro quale cittadino benemerito della Città di Milano.
Nello stesso anno 2000 fonda inoltre la rivista di filosofia Oltrecorrente, che tuttora dirige.
Con Mario Vegetti, Franco Alessio e Renato Fabietti, ha curato inoltre, per l'editore Zanichelli, il manuale di filosofia per i licei, in tre volumi, Filosofie e società.

Banfi, Antonio. - Filosofo italiano (Vimercate 1886 - Milano 1957); prof. nei licei (1911-31) e quindi di storia della filosofia nelle univ. di Genova (1931) e di Milano (dal 1932), fondatore e direttore della rivista Studi filosofici (1940-49), partecipò alla Resistenza e fu poi senatore per il PCI (dal 1948). 
Ha sostenuto un razionalismo critico (La filosofia e la vita spirituale, 1922; Principi di una teoria della ragione, 1926), che ha poi orientato verso il materialismo dialettico (L'uomo copernicano, 1950). Della ripresa di contatto con il marxismo quest'opera è senza dubbio il documento più saliente. 
Tra i saggi a carattere prevalentemente storico: Vita di Galileo Galilei (1930); Galileo Galilei (1949); Filosofi contemporanei (post. 1961). Dopo la morte sono stati raccolti in vari volumi, a cura dei suoi discepoli, i saggi più significativi: Scuola e società (1958); Saggi sul marxismo (1960); I problemi di un'estetica filosofica (1961); Filosofia dell'arte (1962); Studi sulla filosofia del Novecento (1965); Galileo e suor Maria Celeste (1965); Umanità. Pagine autobiografiche (1967), ecc.

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